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Mostra fotografica: RIVEDENDO L’AQUILA

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Giorgio Stockel - Francesco Galli - Michael L. Horowitz
Rivedendo l'Aquila - foto di F. Galli

POLO MUSEALE SANTO SPIRITO, Lanciano (CH)

8 - 31 dicembre 2012

mar. / ven. h. 10 – 12.30
mar. giov. sab. dom. h. 16 –  18

vernissage 8 dicembre 2012  h. 17

una mostra del MusAAMuseoArchitetturaArte

La mostra proviene dall’Istituto Italiano di Cultura di Colonia (Germania) dove ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica. Già allestita presso la Casa dell’Architettura di Roma dove è stata presentata in anteprima nel novembre del 2010 con il sostegno del Comune dell’Aquila, dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia e del Comune di Roma, si completa con un video molto toccante realizzato da Giorgio Stockel e presentato alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2010. “Rivedendo L'Aquila” è un altro evento culturale voluto e organizzato dal MusAA–MuseoArchitetturaArte (www.musaa.it), secondo un percorso di ricerca che MusAA porta avanti da tempo, con il patrocinio del Comune di Lanciano. La mostra, a cura dalla dr.ssa Paola Ardizzola con il contributo di Domenico Maria del Bello, è allestita da Gabriele d'Oltremare, Marco d'Oltremare e Mauro Caldi. Tempi di apertura: 8 - 31 dicembre 2012, con orario da martedì a venerdì h. 10 - 12.30, martedì/giovedì/sabato domenica h. 16 - 18. Durante i giorni di permanenza della mostra, gli operatori del MusAA terranno specifici percorsi guidati per gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori.

Il materiale fotografico della mostra “Rivedendo L’Aquila” documenta tre periodi della storia della città, costituendo, in modo organico nel loro insieme, un unico corpo di preziose informazioni tra loro collegate. Il primo periodo è quello compreso tra il 1860, in prossimità dell’Unità d’Italia, ed il 1958, data in cui venne redatto un piano regolatore che per primo includeva l’intero territorio comunale e non più solamente la parte interna alle antiche mura urbane. La ricerca, condotta da Giorgio Stockel, ha riguardato materiali presenti negli archivi comunali, nell’Archivio di Stato e nella Biblioteca Provinciale Salvatore Tommasi, che hanno documentato le trasformazioni edilizie ed urbanistiche avvenute in quel periodo nel tessuto edilizio interno alle antiche mura della città. La ricerca si è concretizzata nel 1981 con la stampa del volume “La città dell’Aquila. Il centro storico tra il 1860 ed il 1960” di circa 650 pagine, contenenti circa 1200 illustrazioni. Il secondo periodo riguarda una documentazione fotografica del tessuto urbano interno alle antiche mura dell’Aquila e dei suoi dintorni, compiuta da Giorgio Stockel negli anni 1982 e 1983. Nel 1989 con il titolo “L’Aquila. La città presente” è stata pubblicata la scelta di circa 750 immagini fotografiche, da un corpo di circa 2500 negativi, assieme a minuziose didascalie esplicative di ciascuna immagine e a testi quadro descrittivi delle caratteristiche delle parti urbane in cui era stato suddiviso il volume di circa 400 pagine. Il terzo periodo riguarda i due anni successivi al 6 aprile 2009, con un corpo di fotografie che documentano quanto abbia prodotto il terremoto nella parte urbana della città dell’Aquila compresa all’interno delle mura urbane. Il materiale fotografico è suddiviso in tre sezioni. La prima sezione include una selezione delle circa 3000 immagini, eseguite da Giorgio Stockel, che documentano strada per strada una città ferita nella sua architettura e ancora evacuata della sua popolazione a più di tre anni di distanza dal sisma.

Le altre due sezioni presentano l'interpretazione di due fotografi con due differenti culture, Francesco Galli italiano e Michael Horowitz statunitense, di una città colpita da un grave terremoto, i danni alle sue strutture edilizie ed alla sua popolazione costretta all'abbandono ormai da più di tre anni delle proprie abitazioni, dell’ambiente fisico e sociale in cui è vissuta.

Il MusAA ha deciso di portare questa importante mostra internazionale a Lanciano non solo per continuare a gettare luce sulla tragedia della città capoluogo d'Abruzzo, ma per ragionare e comprendere universalmente l’importanza socio-culturale ed economica che il centro storico di una qualsiasi città riveste, memoria del passato e chiave di accesso per il futuro. Un senso di continuità che deve persistere fra città storica e città contemporanea nel rispetto di un legame che, se si spezza, può compromettere la crescita dell'intera comunità.
 


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