WORKSHOP per Bambini 6-8 anni, prima-terza elementare

“Ritrovare l'identità dei luoghi attraverso una vecchia casa di paese

Bambini 6-8 anni, prima/terza elementare

 

titolo per i bambini: “In cerca della casa scappata”

docenti: dr. arch. Paola Ardizzola; Isabell Presenza, esperta in didattica per bambini

Si parte da una fiaba: la protagonista è una vecchia casa di nome Matilde, ormai sola ed abbandonata, schernita dalle altre case e destinata ad essere demolita. Disperata, Matilde una notte decide di scappare ed allora iniziano le sue avventure in giro per il mondo. Trova un nuovo proprietario, il sig. Baffonetti che è un'artista senza tetto e che si prende cura della vecchia casa, risistemandola pezzo per pezzo e decorandola con i suoi disegni. Infine i due arrivano su un’isola deserta, dove decidono di rimanere per sempre. Un giorno però giunge la notizia che il posto di Matilde, dal giorno della sua fuga, è rimasto vuoto e che i cittadini e le altre case sentono la sua mancanza al punto che tutti si sono adoperati per cercarla ovunque..... perché una casa demolita non si può recuperare, ma una casa scappata sì. Così Matilde, con il signor Baffonetti, per la gioia di tutto il paese torna a vivere tra loro.

 

Matilde - la casa che scappava è una storia raccontata in modo fantasioso e allegro. La personificazione della casa come un corpo vivo, che parla, che sente e che invecchia come noi, fa comprendere ai bambini in modo semplice ed emozionale aspetti della costruzione architettonica, valori storici e principi estetici. Il workshop prende spunto da questo racconto, focalizzando diversi aspetti attraverso varie attività.WORKSHOP per Bambini 6-8 anni, prima-terza elementare

 

Giorno 1. Il primo approccio è la conoscenza reciproca attraverso un gioco cognitivo che riguarda i materiali da costruzione. Segue la lettura della prima parte della storia, con successive riflessioni collettive. Poi in un disegno libero, creativo, di tecnica mista, i bambini disegnano la loro casa, a cui danno un nome. Nel momento di riflessione sui disegni si introduce un vocabolario proprio dell'architettura, fornendo ai bambini una terminologia specifica. In chiusura, gioco “dei foglietti” che vengono pescati dai bambini; ciascuno rivela un elemento costitutivo della casa, il bambino aiutato dal docente imposta una semplice spiegazione sull’argomento pescato.

 

Giorno 2. In un secondo momento si passa dall'immaginazione all'osservazione della realtà. Le caratteristiche che sono state associate a Matilde adesso bisogna ritrovarle nelle case vere e proprie. Durante una passeggiata nel centro storico, i bambini hanno il compito di scegliere una casa “Matilde”, descriverla agli altri e motivare la loro scelta. Laddove possibile, si raggiungono le singole case dei bambini per appendere il disegno, fatto plastificare, del giorno prima. Tornando in aula, nella discussione sulla scelta di Matilde entrano in gioco l’abaco architettonico che costituisce una casa, i componenti, i materiali, l’ossatura distinta dall’apparato decorativo etc., utilizzati per la costruzione. Lettura della seconda parte della storia “Matilde”. Canzone che aiuta i bambini a immedesimarsi nel ruolo di restauratori, definiti “dottori di case abbandonate”.

 

Giorno 3. Nel terzo momento, i bambini sono chiamati a rappresentare la loro idea di “Matilde”. “Matilde” va salvata, deve essere curata, aiutata a continuare a vivere, quale esempio rappresentativo del concetto di continuità tra passato e futuro grazie ad un elemento storico. Ciascun bambino realizza il proprio concetto – idea di “Matilde”, anche inserita in un ideale stralcio di città, attraverso una realizzazione tridimensionale con materiali poveri e di riciclo. Si impara insieme la canzone “Noi siamo i dottori di case abbandonate”. Drammatizzazione teatrale dei vari momenti topici della storia “Matilde”, tramite l’immedesimazione corporea dei vari “personaggi” che costituiscono la storia: Matilde, le altre case, il castello, il ponte, la fabbrica etc.

Giorno 4. Il quarto giorno è dedicato alla consapevolezza della casa Matilde individuata in città, che va celebrata. I bambini preparano a gruppi una grande scritta “Matilde” su grandi fogli,WORKSHOP per Bambini 6-8 anni, prima-terza elementare dietro i quali ciascuno scrive il proprio messaggio personale; successivamente si raggiunge la casa Matilde in città, si canta la canzone “Noi siamo i dottori di case abbandonate” e si appendono i cartelli che uniti compongono il nome “Matilde”. Sulla scorta della storia, tradotta dall’originale tedesco, si invita un membro dell’Amministrazione Comunale a tracciare, con un gessetto rosso, il disegno di una spirale sulla porta della Matilde individuata dai bambini, simbolo di continuità fra passato e futuro.

 

Giorno 5. E' il giorno in cui i bambini si aprono agli adulti. Viene allestita una piccola mostra ragionata con tutti i materiali redatti dai bambini, in ultimo si prepara un “catalogo artigianale” dove ciascun bambino scrive il suo pensiero su Matilde,  o su ciò che egli ritiene necessario per la città storica, che grazie all'attenzione e alla cura rivolte a Matilde viene ora vista con una nuova consapevolezza.

Vengono invitati genitori, docenti se il workshop avviene in ambito scolastico, amministratori e cittadini, ai quali i bambini mostrano i lavori eseguiti durante il workshop, spiegando attraverso gli elaborati la storia di Matilde, e come essa abbia trovato riscontro anche nella propria città/paese.

 

Durata del workshop: 5 giorni

Bambini ammessi ad ogni workshop: massimo 20


Paola Ardizzola (presidente):  presidente@musaa.it - tel.  +39 347 9689410

Isabell Presenza (responsabile didattica): Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - tel. + 39 320 4094474

 




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